I rumori impulsivi possono essere molto piccoli come i clicks, i crackles, i pop gli schiocchi delle labbra e i beep elettronici ma possono essere anche suoni più lunghi come i cigolii e i passi e sono praticamente ovunque nei fieldrecordings.
Se sei fortunato, la maggior parte dei rumori impulsivi cadrà tra una parola e l’altra rendendo la pulizia molto semplice ma sarà molto più difficile se sono forti e a cavallo delle parole.
Essendo rumori con un inizio e una fine nessun processore che lavora sull’intera durata della traccia ti aiuterà e se sono pochi il metodo più semplice per rimuoverli è quello di tagliarli manualmente e rimpiazzare quel pezzettino con una take più silenziosa.
I rumori che cadono tra una parola e l’altra sono facili, in un certo senso, da pulire perché non dobbiamo preoccuparci di dover gestire anche il dialogo in se ma “solo” l’ambiente circostante ma non sottovalutare mai questa operazione perché potrebbe risultare più problematica del previsto.
I rumori si trovano facilmente con lo scrubbing perché raramente è semplice individuarli visivamente. Quindi, dopo aver ascoltato la traccia infetta, con lo scrub tool selezionato, passi in rassegna le parti rovinate in modo da identificare la loro forma d’onda e a segnarla con un marker.
Manualmente procedi a tagliare via quella porzione di traccia audio e poi a cercare un pezzo di traccia ambientale appropriato che possa rimpiazzarla in modo da non lasciare un buco. Gestisci i montaggi con piccoli crossfade in modo che non si senta il passaggio da una traccia all’altra e fa attenzione all’interruzione del riverbero originale. Non deve essere interrotto se è presente perché lo stacco si sentirebbe parecchio. A questo punto ascolta se quello che hai fatto funziona o devi trovare un’altra parte di ambiente per sostituire quella rimossa o modificare l’edit. Fa tutto il possibile perché la controfigura suoni il più simile possibile al campione rimosso in modo da mascherarla nel risultato finale.
Per scegliere correttamente l’ambiente più adatto occorre ascoltare molto bene cosa succede attorno agli attori per riuscire a ricreare le stesse condizioni.
Occorre fare occhio a tutti i rumori che compongono la stanza, al loro volume, al loro riverbero. Quando sei certo di aver trovato il tono adatto fa molta attenzione a non usare sempre lo stesso pezzo più volte di fila perché tende a diventare ripetitivo.
Queste regole valgono sia per i rumori corti che per i rumori lunghi. In caso di passi, cigolii o altri rumori simili è quasi sempre necessario rimpiazzare la parte rovinata con la stessa parte da un’altra take cercando di non perdere l’energia della recitazione della take scelta.
Rimuovere i rumori manualmente è una buona tecnica perché, di solito, non cambia lo spettro frequenziale dell’audio ma quando stai lottando contro più di un pugno di click, allora è arrivato il momento di usare un de-click. Un plugin che identifica in automatico i rumori corti con transiente netto e lavora per diminuire il loro volume cercando di non intaccare il resto. I de-clicker funzionano più o meno tutti nella stessa maniera ma consiglio sempre di leggere il manuale delle istruzioni de vostro plugin per conoscerne ogni particolare e per poterlo usare al meglio delle sue possibilità. Di solito hai la possibilità di scegliere durata e forma dei click in modo che il plugin vada a cercare esattamente ciò che serve lasciando intatto il resto. Un denoiser che valga la pena essere usato deve dare la possibilità di ascoltare il risultato e il segnale rimosso in modo da capire se stai eliminando troppe informazioni o troppe poche: usa questa funzione ad ogni piccola modifica!
I de-clicker, quando eliminano un click, interpolano l’audio che trovano attorno al taglio e per questo lavorano quasi tutti offline. Alcuni riescono a fare una preview online ma lavorano comunque meglio se utilizzati offline (AudioSuite, nella barra degli strumenti, su Protools).
Se stai processando pesantemente la traccia dovresti rendertene conto perché il risultato tende a perdere le frequenze più alte suonando più chiuso e molti dei suoni labiali che, di solito, portano energia e sensibilità al discorso iniziano a svanire, cancellati insieme alla selva dei rumori. Aiuta il de-clicker a fare il suo lavoro rimuovendo a mano tutto quello che puoi in modo da poter usare settaggi molto meno invasivi e dannosi.
Tra i rumori impulsivi ci sono anche i banchi di basse frequenze portate dai microfoni boom dovute alla shock mount o a qualcosa che lo tocca o che lo sfrega ecc…
Di solito basta processare (offline!) la parte rovinata dal rumore con un filtro passa alte intorno ai 100Hz (prova e ascolta) e sostituire la parte rovinata con la parte filtrata (cerca di tenere l’edit il più piccolo possibile, inclusi i crossfade). Se il rumore cade tra una parola e l’altra o se il filtro non è abbastanza o modifica troppo la traccia, allora è meglio tornare sui tuoi passi e usare una controfigura da un’altra take (ricorda sempre: gli edit devono essere il più corto possibile).
