Di solito, durante le riprese, anche se l’ambiente ci sembra rumoroso, in cuffia suona tutto molto bene perché, ovviamente, cerchiamo di avere le migliori riprese possibili e tentiamo in ogni modo di evitare di puntare il microfono direttamente verso il condizionatore o il frigo o qualsiasi possa essere la fonte di inquinamento acustico presente sul set in modo da avere i dialoghi molto chiari e intelligibili. Il problema appare però quando torniamo in studio: quasi sempre saltano fuori rumori che prima sembravano inesistenti, click di chissà quale natura e le voci sono impastate in tutto quel miscuglio di suoni tanto che sembra difficile riuscire a capire cosa dicono.
Questo capita perché, quando focalizzi l’attenzione su determinati suoni, come un dialogo, in un ambiente rumoroso, il cervello filtra tutti i suoni irrilevanti per la conversazione e, purtroppo, i microfoni non hanno questa capacità e sentono tutto. Ecco che quando torni in studio la registrazione è un tripudio di rumori e sta a te disotterrare il dialogo: questo è la noise reduction.

In giro per il mondo è pieno di processori di segnale in grado di eliminare qualsiasi tipo di rumore ma , sovente, il risultato è la distruzione assoluta della traccia audio originale con voci totalmente de-umanizzate e ambienti inesistenti.
Per evitare questo ci sono un paio di questioni da considerare:

1) Devo davvero eliminare quel rumore?
Il traffico in sottofondo che entra dalla finestra, il ronzio delle luci al neon, la sedia di legno che cigola, il flusso dell’aria condizionata e altri piccoli rumori come questi possono essere tenuti, se non rovinano l’intelligibilità del discorso e se hanno senso all’interno della storia e del mood perché rendono viva e reale la scena. Se la scena è stata girata vicino ad una strada trafficata è molto facile che gli attori parlino più forte per farsi capire. In questo caso potrebbe essere controproducente rimuovere il rumore in sottofondo perché si otterrebbe una recitazione poco sensata, tuttavia, anche il minimo rumore di fondo inappropriato può uccidere una scena intima e silenziosa. Una coppia seduta in salotto nel mezzo della notte, discutendo la loro relazione travagliata, perderà la sua fragilità se sentiamo il traffico, il generatore, la TV del vicino o un membro della troupe che cammina sul set. Queste scene devono avere dialoghi silenziosi E tu devi essere in grado di offrire una traccia credibile senza disturbi: creare un mondo di due persone in una stanza molto tranquilla, da solo con i loro problemi.

2) Qual’è il problema?
Identifica il o i rumori che creano disturbo nella scena.

3) Che strumenti hai a disposizione?
Cerca di capire cosa devi fare e con quali strumenti tra quelli che hai a disposizione. È importante creare un flusso di lavoro che sfrutti al massimo il tuo kit denoiser.

4) Quanto tempo puoi investire nella pulizia?
C’è una buona correlazione tra il tempo e la cura che impieghi e il risultato finale. La pulizia dell’audio non è quasi mai un’operazione scontata e richiede tempo e impegno.

5) Conosci e accetta i tuoi limiti
Ci sono problematiche legate ai rumori che non possono essere risolte, prima lo accettiamo e prima le risolviamo. La soluzione più ovvia è registrare nuovamente l’audio, quando è possibile.

6) Inizia con lo strumento giusto
Scegliere il modo di iniziare è più complicato di quanto ci si aspetti. Molti buoni processori includono la parola “noise” nel loro nome. Hai un problema con il rumore, quindi, naturalmente, puoi raggiungere un processore chiamato “noise-something”. Forse questa è la scelta migliore, ma forse no. Per dare a un processore una possibilità di risolvere i tuoi problemi, cerca di capire i tipi di rumori che incontrerai e quali processori sono adatti per il lavoro.

7) Parla con il fonico di Mix
Prima di iniziare a lavorare, ricordati che la colonna audio dovrà essere mixata o da te o da qualcun altro e deve essere ben chiaro chi farà cosa. Anche se stai lavorando al film da solo, devi avere le idee chiare su cosa farai in fase di editing e su cosa farai nel mix. Se il problema della pulizia viene ignorato possono accadere cose orribili!
Se gestisci interamente il lavoro, devi sempre avere bene in mente se quello che stai facendo può essere annullato o se il processo sarà irreversibile perché in questo campo non è detto che si riesca a raggiungere l’obiettivo.

8) Fai sempre attenzione al contesto
Quando una scena ha solo una ripresa, devi fare in modo che l’audio di quella ripresa suoni al meglio ed il lavoro è fatto. I problemi arrivano quando una scena è una successione di montaggi di riprese diverse perché i vari audio devono combaciare tra loro e per farlo devono avere le stesse caratteristiche, sia in termini di frequenze che di ampiezza. In questi casi è più importante che le scene combacino alla perfezione tra di loro piuttosto che suonino al meglio singolarmente.

9) Conosci la differenza tra i vari tipi di rumore
Ci sono 2 principali tipologie di rumore, quando impari a conoscerle hai passato la parte difficile.

1) Rumori impulsivi (Transient Noises): Sono rumori come passi, cigolii, bip e altri rumori elettronici ecc.. sono rumori che hanno un inizio e una fine e non durano per tutta la lunghezza della registrazione.
2) Rumore d’ambiente (Ambient Noise): i rumori ambientali sono tutti quei rumori che sono costanti dall’inizio alla fine della registrazione. Possono variare nel tempo o possono rimanere uguali dall’inizio alla fine ma la loro presenza è costante. I Rumori ambientali si dividono in suoni intonati che hanno una frequenza fondamentale e un sacco di armoniche sopra e in suoni non armonici come il rumore bianco (white noise), il fruscio del nastro analogico (tape hiss), il vento e i grilli.

10) Resta concentrato
Cerca di rendere la scena più pulita che puoi senza eliminare i fattori che creano l’emozione.
A nessuno importa della tua pulizia audio quindi cerca di essere invisibile. La gente va al cinema per innamorarsi, per sentirsi un eroe o per spaventarsi e non è minimamente interessata a sentire gli artefatti creati dai processori usati pesantemente ma, invece, sono disposti ad accettare un po’ di rumore in sottofondo.
Non perdere mai il controllo di ciò che stai facendo. Quando pulisci un audio dai rumori è facile che ti lasci sopraffare dalla brama di potere e fai più di ciò che puoi rovinando il file sorgente. Prima di iniziare tenta di capire cosa devi fare e fino a che punto puoi arrivare e mentre lavori non perdere mai di vista quei due obiettivi. Appena li hai raggiunti, allora, esci dallo studio, bevi un bicchiere d’acqua e fa due passi. Rilassare le orecchie aiuta molto a capire, quando ritornerai in studio, cosa hai davvero fatto e se è il caso di fare di più o se è meglio tornare indietro. Se il problema è più arduo del previsto, non ti ci accanire ma metti un marker e va avanti, ci tornerai domani o più avanti perché con le orecchie pulite e con il cervello riposato la strada ti apparirà davanti molto più chiaramente.
La pulizia del suono vive di organizzazione, pazienza e buone capacità di ascolto. Diventa più semplice col tempo.

La pulizia dell’audio è un lavoro lungo e ripetitivo. Quando hai raggiunto un buon risultato salva il preset e nominalo sensibilmente (ringrazierai te stesso per averlo fatto!!). Sii paziente e non avere fretta e lavora sempre con le orecchie pulite e il cervello rilassato perché è semplice perdere la percezione.