I rumori ambientali, in poche parole, sono quei rumori che durano per tutta la lunghezza della registrazione e sono generati, solitamente, dall’ambiente circostante e quindi possono essere prodotti dal vento, dall’impianto di areazione o di condizionamento dell’aria, dal frigorifero o da altri apparecchi elettrici oppure dal vento, quando si registra all’aperto, oppure, capita sul serio, dal motore del mezzo su cui si sta viaggiando (soprattutto nel caso dei documentari dove non è difficile dover registrare interviste su macchine, aerei o navi).
Ci sono due tipi principali di rumori ambientali: i rumori intonati e i cosiddetti broadband (larghe bande di spettro con energia su tutte le frequenze comprese).
Ridurre i rumori intonati:
Per ridurre i rumori intonati, o armonici, è necessario utilizzare un EQ multibanda in modo da utilizzare la seconda banda (la prima la userai per un filtro passa alte che, se dettato in maniera gentile non intaccherà il dialogo ma eliminerà tutti i rumori inutili alle basse frequenze) per cercare e attenuare/eliminare la frequenza fondamentale con la tecnica dello “sweep” (Q molto stretto, gain molto alto per creare un filtro risonante e lo m
uovi su e giù per la parte di spettro interessata in modo da enfatizzare la frequenza desiderata e successivamente riduci il gain fino ad eliminarla) e poi prosegui così per eliminare le armoniche superiori. Tieni conto che, se il suono è intonato, le armoniche superiori saranno sempre il doppio della precedente. Questa regola ti faciliterà e velocizzerà di molto il compito.
Se senti che uno dei tagli che stai facendo va ad intaccare il dialogo in qualsiasi modo, riduci il taglio o cambia il fattore Q o controlla se la frequenza che stai eliminando è quella giusta perché solitamente i rumori ambientali sono molto bassi e quindi dovrebbero venire mascherati dalla voce e uscire solo negli intervalli tra una parola e l’altra.
Dovresti settare almeno 5 bande in questo modo ma è anche preferibile usarne di più e utilizzare un EQ molto trasparente e con molte bande, come il Q10 della Waves, e dovresti ascoltare il taglio in solo e metterlo in muto e poi ascoltare il dialogo originale bypassando l’EQ ogni volta in modo da essere sicuro di non rovinare il dialogo e di essere quindi sulla strada giusta.
Setta almeno un notch molto gentile intorno agli 8kHz perché da quelle parti si annidano quasi sempre piccoli rumori indesiderati.
Se, dopo aver settato una banda, non noti alcuna differenza, allora spegnila perché non serve ed è meglio apportare il minor numero possibile di modifiche al file originale e se invece senti troppe differenze tra il file originale e quello “pulito” allora forse è meglio ripartire da capo o lasciar perdere e tenere il rumore in sottofondo perché è sempre meglio preservare il dialogo piuttosto che modificarlo talmente da far sentire l’artefatto.
Se il rumore intonato è costituito solamente dal ronzio elettrico (HUM), allora il gioco diventa semplice perché può essere eliminato facilmente con un hum filter che sono settati già per i 50Hz o per i 60Hz per velocizzarci il compito. In questi casi la pulizia dipende dalla qualità della registrazione perché i riverberi e altri fenomeni simili possono rovinare la pulizia.
Ridurre i rumori a banda larga (Broadband):
Io personalmente uso l’x-noise o lo z-noise della Waves per questo compito che funzionano molto bene. Col loro ho ottenuto risultati migliori in tempi minori rispetto all’RX6 della Izotope quindi li raccomando caldamente.
Questi due plugins lavorano entrambi offline e quindi vanno aperti dal menù Audiosuite nella barra degli strumenti di Protools.
Il funzionamento di questo tipo di denoiser è piuttosto semplice da comprendere:
Gli si fa ascoltare un pezzo di traccia che contiene solo rumore (pensateci in registrazione ad avere un intro e/o una coda pulita altrimenti dovrete sperare in intermezzi tra una frase e l’altra) in modo che il plugin riesca ad analizzarlo. Per fare questo basta cliccare sul tasto Learn prima di ascoltare la preview della parte di audio selezionato e premendolo di nuovo quando sarete soddisfatti del “profilo rumore” registrato. Il plugin traduce l’audio dal dominio del tempo, nel quale lavoriamo, al dominio delle frequenze, nel quale lavora lui, fatto solo di frequenze e ampiezze, lo divide in tantissime piccole bande, ognuna con la sua frequenza e la sua ampiezza, e se le salva come rumore. Quando gli farete ascoltare, tramite la preview dell’Audiosuite, la traccia intera, lui metterà a confronto ogni piccola banda della traccia audio con le sue piccole bande “rumore” e, se le due saranno abbastanza simili, le terrà a mente come rumori altrimenti le lascerà stare. A questo punto sta a voi scegliere la quantità di rumore da eliminare combinando la soglia Threshold con la quantità di riduzione Reduction.
L’x-noise presenta altri controlli legati alla velocità di attacco e di rilascio del gate e un controllo generale della soglia Threshold alle alte frequenze mentre lo z-noise si differenzia dal suo fratello minore x-noise per la possibilità di poter agire personalmente sul profilo del rumore agendo su 5 bande in stile EQ e per avere il tasto Adaptive che registra un profilo rumore che può cambiare nel tempo (riesce anche a registrare il rumore al di sotto del dialogo ma non sempre i risultati sono ottimi ed è per questo che ha i controlli per modificare il profilo).
Tenete sempre conto che la soglia elimina tutto ciò che si trova al disotto di essa di un tot che definite voi con il controllo Reduction e quindi una soglia bassa terrà conto di meno rumore di una soglia più alta che, al contrario, vi permetterà di agire su una maggiore quantità di rumore. Una soglia troppo alta potrà intaccare più facilmente il dialogo di una soglia bassa quindi fate molta attenzione al livello a cui la impostate perché ne dipenderà
la qualità del risultato.
Quando lavora con i plugins offline salvate ogni singolo step registrando la regione audio risultante su un’altra traccia (nominate ogni traccia con le modifiche apportate come nella foto qui accanto) in modo da poter tornare indietro ogni volta allo step precedente.
Prima di iniziare a lavorare con qualsiasi tipo di denoiser chiedetevi sempre se ci sia veramente un problema e quindi, se la risposta è SI, identificatelo correttamente in modo da utilizzare solo esclusivamente gli strumenti necessari alla risoluzione senza processare il segnale originario più del dovuto.
Prima di iniziare a lavorare con qualsiasi denoiser procedi ad eliminare manualmente i rumori nelle pause tra le parole (è un lavoro lungo e noioso ma i risultati saranno eccezionali e mi ringrazierete!!) in modo da poter usare i denoiser in modo molto più gentile così da essere molto più distanti dagli artefatti
Quando effettuate modifiche, prima di renderle definitive, ascoltate sempre molto bene il risultato e la versione precedente alla modifica (evitate gli artefatti come la peste!!) in modo da essere sicuri al 100% di ciò che state facendo.
Dopo aver finito il lavoro lasciate sempre la stanza per una decina di minuti e se, dopo al vostro ritorno, il risultato della pulizia vi soddisferà ancora, allora avrete ottenuto un ottimo risultato!!
