
Lo strumento più importante che abbiamo a disposizione, dalla fase di registrazione fino al master, è senza dubbio il meter. Ci permette di controllare in ogni momento (ricordai di guardarlo sovente addirittura di tenerlo aperto durante tutta la lavorazione, a meno che non non lavori su un banco con meter incorporato) a che livelli stiamo lavorando, ci permette di monitorare la headroom disponibile e, parte più importante di tutte, ci permette di sapere se qualcosa sta sorpassando il limite degli 0 dB.
Dal tempo dell’analogico si usa monitorare i livelli audio con i classici VU Meter, i PPM (Peak Program Meter) per monitorare i transienti istantanei e il famoso Dorrough Loudness Meter, sviluppato dall’ingegnere Mike Dorrough negli anni ’80 che permette di controllare sia la loudness media che i picchi grazie al True Peak Meter.
Questi meter, insieme alle nuove tecnologie, hanno permesso di raggiungere livelli sempre più alti a discapito, sovente, del range dinamico che perdeva ampiezza proporzionalmente all’aumentare di volume restituendo forme d’onda piatte per via della troppa compressione e dinamiche totalmente sballate o inesistenti. Questo fenomeno è conosciuto come loudness war.
Per combattere questa tendenza è nata la nuova normativa EBU (European Broadcasting Union) ITU-R BS.1770 che definisce degli standard per il livello di loudness e per il range dinamico in modo da uniformare i livelli audio dei programmi televisivi e, soprattutto, in modo da fare un passo indietro e tornare a far respirare i nostri mix con molta più gamma dinamica e molta meno compressione. In sostanza, questa manovra potrebbe essere vista come un’inversione a U perché obbliga tutti a tornare ad una qualità che si stava perdendo in favore della troppa compressione e dei volumi spropositati: c’è sempre tempo ad alzare il volume!
L’orecchio umano percepisce, a parità di volume, più intensamente alcune frequenze rispetto ad altre, come illustrato in questo grafico che riporta le curve isofoniche con le frequenze sull’asse X e i dBSPL (Sound Pressure Level) sull’asse Y.

In accordo con ciò, è stata creata una nuova scala di metering chiamata LUFS (Loudness Unit Full Scale) che tiene conto di come gli esseri umani percepiscono i diversi suoni e non solo di RMS e picchi.
Questa scolatura è utilizzata soprattutto in TV perché c’era troppo scompenso di volume tra un programma e un altro ma soprattutto tra i programmi e le pubblicità; è utilizzata nello streaming online in modo da non avere film o serie con volumi differenti l’una dall’altra e, allo stesso modo, è utilizzata nei videogiochi perché le case produttrici hanno bisogno che i volumi delle tracce musicali abbiano gli stessi livelli degli altri suoni.
Un fattore molto importante, del loudness metering moderno, sono i tempi perché gli studi dimostrano che un suono impulsivo cortissimo, anche se molto forte, non condiziona la nostra percezione di loudness mentre un suono uguale ma di una durata maggiore, come ad esempio mezzo secondo, ha molto più potere. In parole povere, noi percepiamo la loudness dal valore medio, non dai picchi e, in accordo con ciò, sono state create 3 nuove scale di tempo:
Momentary: è la misurazione più corta e si riferisce a 400ms di segnale e, siccome è molto corta, di solito, è rappresentata con una barra come nei classici meter.
Short Term: questa misurazione avviene in tempistiche che vanno da 1 a qualche secondo con qualche sovra-lettura tra una fetta e l’altra.
Long Term: anche detta Integrated Loudness, monitora l’intero programma e, spesso, ci fornisce il dato più utile perché ci dice, con esattezza, qual’è la loudness, in LUFS, percepita durante l’intero programma e ci da quindi la possibilità di normalizzare il gain al livello richiesto (per la TV è -23 LUFS ma, di solito, nei plugins dedicati ci sono tutti i preset dettati dalle varie normative).
Altri parametri da tenere a mente sono il Loudness Range, ovvero il controllo della dinamica che non dev’essere ne troppo ampio ne troppo limitato e i picchi che devono essere al massimo a -1dB (un meter conforme alle normative deve avere un True Peak Limiter integrato).
Io personalmente uso il Loudness Meter della Waves, il WLM Plus, che è affidabile al 100% ed è conforme alla normativa in modo da poter fornire audio conforme ai regolamenti che passi i controlli qualità degli enti televisivi o di streaming online.

Io ho tentato di darti qualche informazione per comprendere meglio cosa sta succedendo ma sul web si trovano in free download i PDF rilasciati dalla EBU con le spiegazioni accurate ed esaustive di tutto ciò che c’è da sapere per allinearsi al regolamento (quanto prima possibile!). I PDF sono 4 e sono:
EBU_tech3341_LoudnessMetering
EBU_tech3342_LoudnessRange
EBU_tech3343_PracticalGuidelines
EBU_tech3344_Guidelines4Distribution
